28/04/2010

Rue de Rivoli, dove lo shopping è di casa

Immagine 3.pngUna delle vie più frequentate dai turisti e dagli stessi parigini per lo shopping è sicuramente Rue de Rivoli, sulla riva desta della Senna, tra il I e il IV arrondissement. La lunga via di oltre 3 chilometri attraversa Place des Pyramides, Place de la Concorde e prosegue fino agli Champs-Élysées. Secondo molti storici si tratta di una delle migliori realizzazioni urbanistiche dell’epoca napoleonica, progettata da famosi architetti del tempo.

La via fiancheggia i giardini des Tuileries ed il palazzo del Louvre e su un lato è percorsa da una continua arcata con negozi e ristoranti, locali e hotel. Qui si trovano alcune delle più famose griffe mondiali, negozi alla moda di abbigliamento, grandi magazzini come Bhv e Samaritaine, catene come H&M, nike, Zara, Adidas, Foot Cocker ecc.

Il nome, Rue de Rivoli, deriva da una località del Piemonte, rivoli appunto, famoso per una battaglia vinta da Napoleone a capo dell’Armata d’Italia contro l’esercito austriaco.

14/04/2010

Le fogne di Parigi: un museo sotto il suolo

Immagine 1.pngVicino al Pont de L'Alma, di fronte al 93 Quai d'Orsay, nel 7 arrondissment attraverso un tombino d’ispezione nascosto da un chiosco si accede ad uno dei più singolari musei di Parigi, il Musée des Egouts, il museo delle fogne della città. E’ un interessantissimo luogo (adatto anche ai turisti bambini) dove si può scoprire una grande opera di ingegneria iniziata durante il regno di Napoleone III e proseguita nel corso dell’ultimo secolo: 2100 chilometri di gallerie sotterranee che passano anche sotto la Senna, di cui poco più di 500 metri sono visitabili con una guida turistica.

Le gallerie delle fognature sono utilizzate anche per le condotte dell’acqua, per la canalizzazione dell’aria compressa, per le reti di cavi di telecomunicazioni. La parte visitabile presenta ai turisti diverse installazioni che documentano lo sviluppo delle gallerie, i sistemi di scolo e smaltimento, bacini di dissabbiamento, serbatoi di carico e scarico e diversi apparecchi di pulitura. Tutte le gallerie hanno un nome e in quella denominata Belgrand ci sono diversi pannelli esplicativi che raccontano l’evoluzione del sistema fognario cittadino.

Sono oltre 100 mila i visitatori che ogni anno scendono nel sottosuolo parigino per ammirare questo particolare museo, sfidando un po’ di freddo (è meglio munirsi di una felpa o di un maglione), ma soprattutto sfidando … gli odori che inevitabilmente sono presenti in questi luoghi.

23/02/2010

Il Quartiere Latino: locali e movida tra i monumenti storici

Immagine 1.pngIn qualsiasi ora del giorno e della notte  nel Quartiere Latino di Parigi è possibile trovare locali aperti pieni di  gente, studenti, professori, turisti e sfaccendati che qui si danno  appuntamento per godere della movida parigina. Il Quartiere Latino è sulla  rive gauche della Senna ed è conosciuto sia per la sua vivacità, sia perché  sede di alcuni dei più importanti luoghi, palazzi, monumenti e musei della  capitale francese. Il quartiere si chiama così perché il latino era la lingua  ufficiale della Sorbona, prestigiosa ed esclusiva università, e non perché  nella zona sia particolarmente affollata di locali sud-americani. Dei locali,  bar, ristoranti e pub del quartiere non c’è molto da dire se non che offrono  davvero tutto quanto si possa immaginare in tema di cucina tradizionale  parigina e internazionale: la cucina araba, cinese, giapponese e sud-americana  qui trova la propria espressione, sia in locali di medio al livello sia in  bettole e stamberghe dove l’importante non è il servizio ma l’economicità dei  piatti.
Ma il Quartiere Latino, come già detto, non è solo questo. Qui si  trovano, oltre alla Sorbona, il Panthéon (nella foto), monumento forse non bellissimo, ma di sicuro fascino: consacrato Tempio della Nazione, custodisce le tombe di  illustri personaggi di Francia, da Rosseau a Mirabeau, da Victor Hugo a Marie  Curie. Nel Panthéon c'è il Pendolo di Foucault, utilizzato dallo scienziato  per dimostrare i movimenti del nostro pianeta.
Nel Quartiere anche il  Palais du Luxembourg con in giardini e il museo, il teatro Odéon, la chiesa di  Saint-Germain-des-Prés, la Moschea di Parigi, il museo di Cluny con i suoi  reperti gallici, romani e opere medievali. Per finire da non perdere è anche  il Jardin des Plantes con il museo Nazionale di Storia Naturale e la  Ménagerie, lo zoo cittadino.

29/12/2009

La superba pasticceria parigina

Immagine 1.pngLa superbia non fa difetto ai parigini, che si considerano da sempre il centro del centro del mondo. Dai tempi remoti, fino ai giorni nostri, Parigi ha avuto modo di vantarsi della sua grandezza e del suo splendore. Uno dei motivi di vanto è sicuramente la patisserie, la pasticceria, che annovera luoghi di culto meta di turisti da tutto il mondo.

Ne citiamo solo alcuni, tra i più esclusivi e famosi, dove sedersi a bere una tazza di the diventa un’esperienza principesca: Le Loir dans la théière in rue des Rosiers, Ladurée che ha cinque sedi in città che si trovano su www.laduree.fr, Jean-Paul Hévin in rue Saint-Honoré, il bar del centro commerciale La Mosquée de Paris in Rue Geoffroy Saint-Hilaire, Patrick Roger in Faubourg Saint Antoine, il Bar Vendôme presso l’Hotel Ritz, Stohrer in Montorgueil Saint Denis, L'Arpège all’84 di rue de Varenne, Le Méridien presso l’Hotel Méridien Montparnasse, Chez Angelina al 226 di rue de Rivoli, Fauchon in place de la Madeleine, Au Pain de Sucre al 14 di rue Rambuteau, Des Gâteaux et du Pain sul boulevard Pasteur, il Café de la Paix in Place de l'Opéra, la Patisserie de Reves in rue du Bac al 93 nel 7° arrondissement.

07/12/2009

In hotel prima colazione alla francese

Immagine 1.pngQuando in un qualunque hotel del mondo si chiede una colazione alla francese la prima cosa che ci si aspetta di avere sono i mitici croissant. La ricetta base del croissant prevede farina, acqua, lievito di birra, burro, poco zucchero e un pizzico di sale.

Solo che a inventare il croissant che rappresenta la Francia in ogni angolo del pianeta non sono stati i francesi, ma i viennesi alla fine del 1600. A quell’epoca Vienna era sotto assedio da parte dell’esercito ottomano, che fin dalla metà del 1300 avanzava verso l’Europa.

Dopo aver preso una bastonata nella battaglia di Lepanto del 1571 da parte delle forze alleate veneziane, spagnole, romane, genovesi e dei savoia (nel 1499 gli ottomani avevano vinto il primo match contro Venezia), gli ottomani cercavano via terra la strada per la conquista. Durante l’assedio di Vienna, ultima grande sconfitta nella guerra secolare, gli ottomani pensarono di invadere la città dal ‘basso’, scavando gallerie per minare le possenti mura. La sorpresa gli fu rovinata dai fornai viennesi che, lavorando di notte, si accorsero del tentativo e diedero l’allarme sventando il pericolo.

Per festeggiare la sconfitta dell’esercito ottomano, i fornai inventarono il croissant, che ha forma di mezzaluna proprio come presa in giro degli ottomani. Croissant significa ‘crescente’, come la mezzaluna simbolo della bandiera ‘turcomanna’.

Come poi i francesi riuscirono ad impossessarsi del simbolo … resta un mistero, ma forse la responsabile fu Maria Antonietta quando, pur avendo ancora la testa sulle spalle, disse: “I francesi non hanno pane? Dategli brioches!”